PARKOUR

Il Parkour o Arte dello Spostamento nasce in Francia verso la fine degli anni ottanta, quando un gruppo di ragazzi crescendo non ha smesso di giocare. Durante la crescita di tutti gli animali, uomo compreso, i primi giorni di vita sono dedicati a preparare i giovani individui alla vita adulta tramite il gioco. Le corse, i rotolamenti ed i salti dei cuccioli di ogni specie sono movimenti che servono a sviluppare coordinazione, velocità, potenza e resistenza in funzione della vita da adulto quando queste doti saranno discriminanti agli occhi della selezione naturale. Il nome “Parkour” deriva dalla definizione “Parcour du combattente”, il metodo di allenamento ideato da Georges Herbert per l’addestramento dei corpi militari francesi. Nuovo sport, moda, nuova tendenza. Per il Parkour è più appropriata la definizione “disciplina” mentale e fisica. Le movenze dinamiche e spettacolari non sono lo scopo ultimo di un praticante di parkour, ma semplicemente l’effetto dell’allenamento messo in atto che mira ad aumentare la percezione del proprio corpo in relazione all’ambiente circostante. L’allenamento sia fisico che mentale è la chiave per comprendere la vera essenza della disciplina. Con l’allenamento fisico si tende a potenziare forza, resistenza, esplosività ed elasticità dei muscoli, dei tendini e delle articolazioni. Con l’allenamento mentale si impara ad essere consapevoli dei propri limiti, ad avere un maggiore controllo dell’equilibrio, a controllare le emozioni come la paura e sopportare fatiche oltre la normale soglia di sopportazione. Tutto ciò si raggiunge con uno studio metodico del proprio corpo, si impara ad ascoltare ciò che il corpo ci comunica e si tende a mantenerlo sempre nella condizione migliore possibile. Altro aspetto fondamentale è lo studio dell’ambiente all’interno del quale ci si muove, la conoscenza dei materiali e come questi rispondono alle differenti condizioni atmosferiche, consente una riduzione del rischio ed una maggiore efficienza del movimento. Il corpo e la mente sono sviluppate all’unisono per lavorare in sinergia e realizzare un praticante di parkour maturo. La relazione tra la conoscenza del proprio corpo e la conoscenza dell’ambiente si concretizza nell’ applicazione di tecniche che consentono di percepire l’ostacolo non come un impedimento al conseguimento di un obbiettivo, ma come una nuova opportunità per proseguire il proprio percorso.